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Standomene un po’ in Ungheria e chiacchierando con gli amici, ho avuto modo di mettere a fuoco alcuni atteggiamenti molto diffusi (in Ungheria? in Europa?).

  • Quando si parla di popoli, razze ecc. non ci sono nella mente le singole persone ma caratteristiche globali derivate da qualche comportamento negativo di singoli individui; ad es. “Gli italiani sono mafiosi”.
  • L’atteggiamento verso il “diverso” è negativo e intollerante; anche qui si assumono gli atteggiamenti non positivi di qualche singolo come veri per il gruppo. Il “diverso” può appartenere a minoranze culturali, religiose, politiche, sessuali ecc.
  • La presenza di problemi viene attribuita a complotti internazionali; anche in Italia si comincia  a citare Soros (che noi non conosciamo) come fonte di tutti i mali.
  • La democrazia è ritenuta un sistema sicuramente corrotto e come tale non buono; anche qui il meccanismo di fondo è simile ai precedenti: singoli fatti di corruzione vengono assunti come caratteristica del sistema intero.
  • La soluzione di un problema è l’eliminazione dello stesso o lo spostamento dell’argomento principale.

Si tratta di atteggiamenti vecchi come l’uomo, forse, ma che oggi assumono rilevanza perché forse rispondono ad esigenze di autodifesa personale di fronte a un mondo in forte cambiamento e hanno trovato interpreti politici che sanno giocarci sopra per arrivare a forme di stato diverse dalla democrazia rappresentativa.

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