Capodanno 2016

E’ certo ormai: gli amministratori (per lo più compreso i dirigenti statali) non sembrano uscire dall’evento a vantaggio di un coordinamento verso un obbiettivo importante. Così almeno mi sembrano quelli che mi sono più vicini e che quindi conosco meglio.
La cultura o è evento o non vale niente.
Gli eventi vanno creati e gestiti da altri (associazioni, singoli …), non dal comune che neanche li deve programmare, stimolare, coordinare ecc.

L’ho capito finalmente! prima pensavo che fosse una caratteristica di una parte politica liberista che non vuole che l’amministrazione pubblica intervenga nella società: così se qualcuno fa, bene, altrimenti pazienza; se qualcuno fa proposte utili, bene, altrimenti basta che non incorra nel codice penale e può fare ciò che vuole. Opinione rispettabile ovviamente, ma non era la mia e pensavo che fossero in molti a pensare come me.

Io ero convinto che l’amminstrazione pubblica dovesse avere un progetto, un programma che prevedesse quale obbiettivo si intendesse perseguire e quali azioni si sarebbero messe in campo per raggiungerlo, avendo cura di valorizzare ogni minima possibilità e di coordinare vari aspetti fra loro. Pensavo anche che l’obbiettivo principale dovesse riguardare il benessere dei cittadini a partire dalle possibilità di lavoro e non quasi solo il rifacimento dei manti stradali (cosa encomiabile e comunque sempre perseguibile, forse non come obbiettivo unico e di maggior prestigio).
Così, quella volta che un sindaco mi rispose pubblicamente circa il suo progetto dicendo che era quello di non avere progetti ma di fare giorno per giorno quello che avrebbe potuto …  aveva ragione lui! aveva anche rispettato la legge che prevede come obbligo di presentare al primo consiglio comunale il progetto dell’amministrazione stessa: non avere progetti, sono fumo.

Ho l’impressione che questo modo di concepire la gestione della cosa pubblica sia molto più diffusa e si allarghi a gestioni più grandi di piccoli comuni di montagna.

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