Brexit

Non è dato sapere quali saranno le conseguenze. A me però premono soprattutto due aspetti: se è giusto chiamare i cittadini ad esprimersi su questi temi (e si farà sempre di più) e che razza di democrazia sarà, e se la realtà va “governata” oppure no.

Da decenni si dice che la scuola deve costruire il cittadino e da decenni sappiamo che ciò non avviene, che un discreta percentuale di giovani (fra l’altro in aumento) esce dalla scuola senza le basi minime per poter “vedere” una questione nelle sue varie componenti e quindi impossibilitato a dare un giudizio personale sull’argomento. Il dire questa semplice verità e tenerne conto è ritenuto snobismo, élitarismo, mentalità antidemocratica ecc. Personalmente la ritengo invece una forma di rispetto delle differenze, uno stimolo a far crescere giovani sempre più competenti, una salvaguardia per il bene collettivo della società.

Sarebbe democrazia invece far esprimere i cittadini su tutto e chi lo sostiene generalmente punta a soluzioni che parlano alla “pancia” dei cittadini e vengono espresse attraverso slogan generici. Cercare soluzioni reali implica analisi complesse della realtà, cercare soluzioni collettive ugualmente; è più semplice pensare a soluzioni individualistiche, a chiudersi nel proprio guscio.

Il problema è che se non cerchiamo di “governare” la realtà, questa ci schiaccerà prima o poi, anche se abiteremo in una fortezza.

Questa voce è stata pubblicata in Appunti di viaggio. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento