Aggiornamento o formazione?

Parliamo di scuola e di docenti, ma anche di dirigenti.

Aggiornamento o formazione? C’è molta confusione e approssimazione.

Aggiornamento è quando modifico sulla base di nuove scoperte alcune informazioni su un corpus che già posseggo: parliamo di Dante, informiamo su alcune nuove osservazioni fatte dai critici, le aggiungiamo a quanto sappiamo o le inseriamo al posto delle corrispondenti superate dalle novità.

Formazione è quando riorganizzo le conoscenze competenze del singolo docente in una  forma nuova che le comprende ma ci inserisce anche novità significative e in ogni caso mette un punto di vista diverso; non si tratta di modificare alcune informazioni, ma di modificare il punto di vista, inserire nuove conoscenze nuove metodologie che obbligano a riorganizzare l’azione didattica di ciascun docente. Un compito arduo e che necessita di tempo, nonché la disponibilità mentale del docente.

Nel primo caso (aggiornamento) posso e devo cambiare l’argomento ad ogni incontro; nel secondo (formazione) devo ritornare sistematicamente sulle stesse cose in modo da permettere a ciascuno di riorganizzare il proprio schema mentale.

Nel caso della scuola siamo di fronte ad una richiesta della società e ad una normativa che impone un cambiamento radicale dello schema “scuola”; non serve aggiornare, ma si deve formare.

Parliamo di scuola e di docenti, ma anche di dirigenti.

Aggiornamento o formazione? C’è molta confusione e approssimazione.

Aggiornamento è quando modifico sulla base di nuove scoperte alcune informazioni su un corpus che già posseggo: parliamo di Dante, informiamo su alcune nuove osservazioni fatte dai critici, le aggiungiamo a quanto sappiamo o le inseriamo al posto delle corrispondenti superate dalle novità.

Formazione è quando riorganizzo le conoscenze competenze del singolo docente in una  forma nuova che le comprende ma ci inserisce anche novità significative e in ogni caso mette un punto di vista diverso; non si tratta di modificare alcune informazioni, ma di modificare il punto di vista, inserire nuove conoscenze nuove metodologie che obbligano a riorganizzare l’azione didattica di ciascun docente. Un compito arduo e che necessita di tempo, nonché la disponibilità mentale del docente.

Nel primo caso (aggiornamento) posso e devo cambiare l’argomento ad ogni incontro; nel secondo (formazione) devo ritornare sistematicamente sulle stesse cose in modo da permettere a ciascuno di riorganizzare il proprio schema mentale; i percorsi sono pluriennali.

Nel caso della scuola siamo di fronte ad una richiesta della società e ad una normativa che impone un cambiamento radicale dello schema “scuola”; non serve aggiornare, ma si deve formare.

Lascia un commento