Una volta si parlava di diritti

Sono finiti, almeno quelli più di principio, più generali che sembrano non toccarci direttamente. Il fenomeno è in atto da qualche decennio; si pensava però di poterli coniugare con i doveri, ma di salvarli, anzi allargarli, togliendo o riducendo gli abusi. Ma come sempre predomina una sola variabile; non si riesce proprio a dire diritti E doveri, tutti E ciascuno, ma invece diritti O doveri, tutti O ciascuno. Si perde in capacità di analisi e quindi di soluzioni, ma una variabile sola può essere capita da tutti.

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Stranieri forestieri nella Garfagnana “moderna”

La parola “straniero” o più frequentemente “forestiero” negli statuti della Garfagnana almeno dal 1500 fino al 1800 potrebbe essere assimilata per una serie di aspetti al nostro “immigrato”. Certo in quel periodo il forestiero era semplicemente l’abitante del paese vicino o dello stato vicino, stato che iniziava a pochi chilometri di distanza. Basti ricordare che nel territorio dell’alta Garfagnana gravitavano il Ducato di Modena, il Granducato di Toscana e la Repubblica di Lucca.

Statuto S.Anastasio 1539

Statuto S.Anastasio 1539

Così si diceva nel 1539 a Gragnana (ma il testo era più o meno simile in tutto lo stato Estense)

Item ordiniamo che qualunche persona forestiera habitasse o per ladvenire venisse ad habitare nella terra di Gragnana o suo terreno et habitasse o fusse habitata in epsa da octo giorni insu, sia tenuto pagare aldetto comune per ogni colta B X m per ogni (persona) maggior di anni … et minore di anni …. . Ne mai per longa habitatione fatta in detto comune sintenda esser homo di detto comune senon per expresso contratto fusse ascripto per homo del comune et inanzi a detto termino di detta …. non possi acquistarre alcuni beni immobili o alcuna sorte: et se per caso alcuno ne aquistasse si intenda esser aquistato perla meta alla Camera ducale et perlaltra meta al comune prefato intendendo quello forestieri non potere aquistare elquale non fusse originato del dominio del Signor .. Illustrissimo Duca ..

 

Così a Pugliano molto tempo dopo (1787, Repubblica di Lucca)
Statuiamo, et ordiniamo, che qualunque persona del nostro Comune pigliasse famiglie in casa sua, sia tenuto pagare tutti quei danni che fussero fatti da dette Famiglie nel tempo della dimora in casa di quel Padrone et all’emendazione di tutti quei danni che avessero fatto ne beni altrui,quando però non fussero pagati dalle istesse famiglie forastiere.

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Autocertificazione o autorizzazione a dichiarare il falso?

Questo modo di presentare la notizia lascia molto perplessi. Si parla della disposizione del governo che sostituisce con un’autodichiarazione la certificazione prima richiesta dalla ASL  che attestava l’avvenuta vaccinazione. In questo momento il calo delle vaccinazione ha provocato un aumento di certe malattie compreso casi di morte. La cosa è attestata anche indirettamente dal Regno Unito che ha raccomandato ai propri cittadini, che vogliono venire sul continente, di vaccinarsi, come si faceva un tempo (e si fa ancora) quando si va in Africa o in altri paesi dove sono ancora presenti diverse malattie da noi debellate con il vaccino. Racconto i particolari perché questo testo sia comprensibile anche fra qualche anno. La mia osservazione tuttavia si riferisce al fatto che l’autocertificazione venga intesa come una soluzione al problema dell’ingresso a scuola, come se facendo questa dichiarazione in realtà non servisse più vaccinarsi; in pratica, da come la raccontano i giornali, uno può dichiarare quello che vuole anche se non vero. In realtà per dichiarazioni di questo genere c’è il penale se trovate false. Il cambiamento è se mai nello snellimento burocratico, ma non è questo il messaggio. Eppure i giornalisti dovrebbero dare informazioni precise!

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Distruzione della competenza

Quando morì Rita Levi Montalcini lessi su FB “Una di meno!”. Non seppi al momento collegare l’affermazione a niente se non all’atteggiamento da bullo di chi aveva scritto. Da tempo tuttavia il martellare contro chiunque appartenga al mondo della politica, della scienza ecc. mi sta creando un disagio interiore sempre maggiore. Una situazione sintomatica è contrastare le idee diverse dalle nostre attaccando sul piano personale le persone che le esprimono: offese, improperi, fango di ogni tipo che viene riversato così a casaccio sul “nemico”. I corrotti, gli incapaci ci sono in ogni ambiente e ci saranno sempre: i competenti una volta cacciati non ci saranno più e ci vorrà del tempo prima di ricrearne degli altri.

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Libertà di insegnamento

Ci sono molti equivoci su questo tema. Senza farla lunga diciamo che ci sono dei limiti oggettivi e sono quelli dati dalle scoperte scientifiche sull’apprendimento e aggiungerei anche quelli che derivano da antiche verità, anche se oggi non abbiamo una dimostrazione scientifica. Rispettando queste ciascuno può trovare proprie strategie e soluzione, che sicuramente saranno migliorative. Insomma un medico oggi non può ignorare l’esistenza dell’antibiotico, né le regole del suo uso, o rifiutarsi di usarlo in modo assoluto.

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La formazione dei docenti

Alcuni docenti si formano, si aggiornano, cercano di tradurre la normativa in attività e i principi pedagogici, comprese le conoscenze sull’apprendimento, in pratica quotidiana con gli alunni. La maggior parte invece tiene ferme le impostazioni di moltissimi anni fa, ma in modo incoerente: come se oggi un medico non conoscesse ancora la penicillina e curasse gli ammalati un po’ a casaccio. Chi dice queste cose non è amato. Chi invece parla di docenti in trincea ha visto bene.

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Vedere e prevedere

Il cittadino dice e può dire “Voglio questo! Cosa c’è più in là non lo vedo e quindi non mi interessa!”.
Chi si propone di guidare deve vedere più avanti, deve evitare i burroni; altrimenti che guida sarebbe?
Peggio ancora quando la guida si identifica con il cittadino, che può avere opinioni, ma non ha conoscenza.

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Cambiamenti in arrivo

Ci siamo preoccupati molto dei cambiamenti climatici e certamente saranno decisivi per il futuro dell’umanità. Da un po’, e dall’arrivo di Trump, ci sono anche cambiamenti politici in arrivo di un certo peso.
Personalmente non mi sono mai spaventato delle modifiche purché gestite con la ragione, anche se “rivoluzionarie”.

Questa volta però tutte le azioni sono quelle tipiche che precedono le grandi guerre. Si fa di tutto per obbligare a prendere le armi in mano, a reagire con la violenza, a mettere in un angolo qualsiasi soluzione legata al rispetto e al buon senso.

26/02/2017 – 12:27

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Barbari a difesa

Mi sembra che la politica di far trattenere le popolazioni migranti dalla Turchia e dalla Libia e da … sia molto simile a quanto provò l’impero romano affidando la difesa dei confini alle popolazioni barbariche più vicine.

Conosciamo i risultati.

26/02/2017 – 11:51

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Un daino di oltre venti anni fa – La post verità

Nel dicembre del 1996 scrivevo nel giornale “Comune Aperto” (dimenticato dal 1999)

“Non sono preoccupato se un cittadino protesta perché spende troppo per la nettezza urbana perché è un problema vero, da affrontare tutti insieme, da discutere e capire. Ho paura invece dei daini.
Tempo fa a Castelnuovo si è verificato un problema nella potabilità dell’acqua; si è raccontato in giro da persone serie che si erano trovati dei daini morti presso l’opera di presa e che quindi l’inquinamento era molto grave. Naturalmente non era vero.
Però la voce si era sparsa ed era stata creduta.
Ecco, questo mi spaventa: la diffusione di notizie non vere, il fatto che si credano tranquillamente, l’impossibilità di dare l’informazione corretta. E’ facile far circolare una notizia negativa, alimenta il pettegolezzo e corre. E’difficile invece far camminare una notizia positiva anche se vera, non interessa e si ferma a pochi.
Chissà quanti ancora considereranno vera la notizia dei daini!”

Usavo ovviamente la vicenda del daino per rappresentare un problema che da alcuni anni stava crescendo: l’informazione strumento di diffamazione dell’avversario, da un lato, e la incapacità di esercitare un’analisi critica da parte dei cittadini.

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